Il boom dell’e-commerce alimentare: made in Italy e non solo

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E-commerce alimentare in Italia: una realtà concreta, destinata a crescere

L’Italia è ancora oggi la meta più desiderata al mondo, soprattutto per la varietà e bontà delle differenti proposte culinarie. Gli apprezzamenti che riceve dall’estero sono rivolti soprattutto a tre tipologie di alimenti: vini, prodotti tipici e gastronomia. Proprio per questo motivo l’e-commerce del settore alimentare costituisce una concreta opportunità.

Anche l’Italia si accoda a questa tendenza del mercato globale, ottenendo risultati notevoli per l’incremento di acquisti online (+13.6 % nel 2018, dati Istat), soprattutto di elettrodomestici, abbigliamento e libri.

Tra i tanti settori cresciuti enormemente grazie al digitale, l’e-commerce alimentare sembra uno di quelli destinati ad ampliare ancora la propria portata. Soltanto nel 2017 gli acquisti di cibo effettuati online ammontavano a 849 milioni di euro, corrispondenti al 4% del bacino di spesa del commercio online italiano.

Tra i paesi leader negli acquisti online, troviamo in pole position gli Stati Uniti, nazione nella quale lo smart shopping sembra davvero destinato a prevalere sul supermercato fisico (il 70% degli americani acquisterà soprattutto tramite web nel 2022). Attualmente in Italia i ritmi sembrano molto meno sostenuti, anche se questa tendenza di acquisto si sta diffondendo con vigore negli ultimi anni, grazie soprattutto ai servizi dei più importanti marketplace.

Diversamente da quanto accade oltreoceano, in Italia esiste da parte del consumatore un’attenzione particolare ai prodotti e alle tipicità locali, che spingono le persone ad acquistare su siti specializzati anziché in quelli legati alle grandi catene.
Questo perché le abitudini alimentari degli italiani incidono profondamente nella scelta della qualità degli ingredienti e dei sapori da condividere in famiglia: per non rinunciare al piacere della tavola, è fondamentale conoscere bene ciò che si mangia, soprattutto se si hanno allergie o intolleranze.

Uno dei punti di forza delle piattaforme e-commerce alimentari, infatti, è proprio quella di fornire in maniera visibile e facilmente comprensibile le informazioni nutrizionali dei prodotti che vengono venduti online. Questo è un servizio fondamentale che aiuta i consumatori a raggiungere un livello sempre più alto di benessere, dicendo addio alle etichette scritte a caratteri microscopici e con informazioni difficili da interpretare.

Oltre a questo, bisogna poi tenere conto anche di altri fattori determinati al momento dell’acquisto come il risparmio di tempo e la velocità di consegna. Beneficiare della comodità di fare ogni genere di acquisto senza doversi spostare a qualsiasi ora, risparmiando (spesso) sulle spese di trasporto.

L’altro volto dell’alimentare online

In realtà, il trend legato al commercio elettronico alimentare non coinvolge solamente le aziende alimentari: le ricerche effettuate affermano che la maggioranza dei cittadini europei, di qualsiasi età, preferisce l’e-commerce ad altre tipologie di acquisto perché questo canale consente loro di risparmiare un’enorme quantità di tempo. È così che le attività coinvolte spaziano molto oltre.

Ne sono consapevoli le aziende che raccolgono e utilizzano moltissimi dati per ideare nuovi modelli di business e dotarsi di strategie comunicative e promozionali efficaci, così da mantenere awareness ed hype sempre alti. In un contesto in continuo cambiamento, le start-up sembrano saper interpretare il modo di fare impresa, vista la loro capacità di accogliere e soddisfare le richieste di precise nicchie di mercato, si pensi al vegano, al gluten free, agli alimenti per bambini e animali, ad alimenti per patologie come diabete e Chron.

Non da ultimo, tutto il sistema della conservazione, dell’imballaggio e del trasporto specifico per alimenti è incrementato, come riportano i dati di successo di e-commerce paralleli all’alimentare, specifici per i suoi bisogni, come www.esconti.it, al quale le aziende alimentari si rivolgono all’ingrosso per gli imballaggi.

È evidente che in futuro il ruolo del digitale sarà sempre più centrale nel mercato, ma non per questo è corretto sostenere che vi sarà una totale sostituzione del negozio fisico con quello virtuale. Prevedere una graduale scomparsa della tradizionale modalità di vendita, appare oggi come un’ipotesi del tutto irrealistica, soprattutto perché lo scambio economico si basa in prima istanza sul beneficio ma anche sull’interazione umana.
Certo, però, è che l’omnicanalità delle vendite aiuta le aziende a posizionarsi correttamente sul mercato, attivando una forma equilibrata di integrazione e compensazione tra le due tipologie.

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