Illuminazione del piano cottura: mai sottovalutarla!

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I benefici di una corretta illuminazione dei piani di cottura

Avere un adeguato sistema d’illuminazione dei piani di cottura della cucina non è così scontato come sembra. Non solo per una questione di visibilità del cibo, di corretta lavorabilità delle materie prime o di estetica del piatto, ma anche di igiene e di sicurezza.

Basti pensare alle volte in cui, inavvertitamente, cadono dei capelli all’interno delle pentole o alle sviste nella scelta d’ingredienti simili nell’aspetto, ma talmente diversi nel sapore da rovinare le portate. O, peggio ancora, all’alta probabilità di tagliarsi le dita per mancanza di un’illuminazione adeguata.

Illuminazione dei piani di cottura: influenza dell’ambiente

Per chi, come molti, non è un addetto ai lavori nel settore, il consulto di un light designer o di un esperto in illuminotecnica sarà di grande aiuto per definire quali sono le luci ideali da adottare per la cucina.

Una volta appurato che l’ambiente da illuminare sia confortevole, bisogna focalizzare tutti gli elementi che lo compongono e una loro visione d’insieme. I metodi più adatti allo scopo spaziano dal disegno allo schema, per arrivare ad approcci più descrittivi, a seconda della forma mentis di ciascuno. Il tutto deve tenere conto della linea, dello stile e delle tonalità scelte per la propria cucina.

Un altro aspetto da non trascurare riguarda l’andamento della luce naturale e il suo cambiamento durante la giornata. Solo capendone la provenienza e le variazioni di intensità e direzione si potrà massimizzare la resa durante il giorno e ottimizzare le prestazioni di quella artificiale quando il sole è ormai tramontato.

Quali luci scegliere per l’illuminazione dei piani di cottura?

Prima di tutto, è bene che le fonti d’illuminazione artificiale non affatichino gli occhi, pertanto la scelta d’elezione ricadrà sul LED a luce bianca calda. Questo criterio vale sempre, che si tratti di fascio diffuso o direzionato.

La scelta migliore, attualmente, ricade sui faretti LED, da installare sotto i pensili più a portata di mano durante le mansioni domestiche o sul soffitto. Si dà la precedenza all’illuminazione localizzata, alla quale segue quella di tutto l’ambiente nel complesso. Gli esperti online con i prodotti più variegati e di qualità sono quelli di Luceled. Questa soluzione si presta per ambienti in stile moderno, sia grandi che piccoli, e si può corredare con lampade in gesso e non concepite secondo la stessa tecnologia, nel soffitto, in particolar modo al di sopra della tavola o del bancone.

In alternativa, si consiglia di utilizzare le strisce LED, che si prestano particolarmente per ambienti piccoli e per i mobili, compresi piccoli stipetti, bordi delle mensole e cassetti. Sicure, economiche, anti-spreco, facili da installare, sono adattabili a qualsiasi misura grazie alla loro predisposizione ad essere ritagliate. Inoltre, è una scelta a bassissimo consumo e rispettosa per l’ambiente.

Questo sistema garantisce un’uniforme diffusione della luce, contrastando ombre fastidiose che porterebbero a compromettere la buona riuscita delle portate e il livello di sicurezza nelle mansioni di preparazione, cottura e pulizia.

L’accensione avviene tramite lo stesso impianto delle luci centrali (che devono essere già accese) o mediante interruttori appositi installati in loco.

Anche al momento di definire la luce principale di tutto l’ambiente, il LED rimane la soluzione preferenziale. La durata delle lampade, in questo caso, è garantita nell’arco di un decennio abbondante, in quanto praticamente preservate dal fenomeno del surriscaldamento. Si può dire, quindi, che il loro alto prezzo iniziale viene ammortizzato con il passare del tempo, rendendo il loro acquisto un investimento. Sempre più frequentemente la scelta ricade sulle unità dimmerabili, vale a dire ad intensità regolabile mediante un dispositivo elettronico chiamato, appunto, dimmer.

Le alternative al LED nell’illuminazione dei piani di cottura

Benché si tratti di una soluzione vantaggiosa sotto moltissimi punti di vista, non sempre i LED si adattano a tutti gli spazi e gli arredi, soprattutto per questione di design, di gusti e di adattamento dell’impianto elettrico a questa nuova e sempre più diffusa frontiera dell’illuminazione. In questi casi, si consiglia vivamente di prendere in considerazione delle alternative che, integrate o in completa sostituzione, offriranno dei risultati altamente soddisfacenti.

Particolarità comuni a tutti questi sistemi alternativi sono:

  • la loro versatilità come complementi d’arredo, per cui è importantissimo sceglierli in modo che s’intonino con il resto dell’ambiente;
  • la semplicità nelle operazioni di pulizia;
  • gli interventi di manutenzione, non necessari o quasi assenti;
  • il risparmio sull’energia elettrica;
  • la grande durata e alta resistenza nel tempo.

Una possibilità è quella d’installare dei lampadari, da disporre anche più di uno al di sopra del tavolo per un’illuminazione più efficiente. Dai vari colori, materiali e stili, per un ambiente come la cucina, si sceglieranno modelli dalle forme semplici, facili da pulire e dalla rapida manutenzione.

Questa soluzione, che soddisfa tutte le tasche, è perfetta in presenza di soffitti con travi e tavelle, nei quali non è possibile disporre altri tipi di dispositivi d’illuminazione. La presenza di pendenti vintage o moderni valorizzerà l’ambiente anche dal punto di vista estetico, conferendogli un’aria familiare e romantica.

Un altro modo per illuminare i piani di cottura e l’ambiente della cucina è l’utilizzo di faretti direzionabili grazie all’ausilio di un telecomando. Questa opportunità è la più gettonata tra gli amanti della tecnologia.

Non bisogna dimenticare, infine, i soffitti in cartongesso, per i quali si opterà per luci fisse ad incasso, molto leggere e perfette per uno stile minimal. Qualche applique da parete o un paio di plafoniere da soffitto con due-tre lampade ognuna renderanno l’illuminazione efficiente e l’intero ambiente gradevole nel complesso.

Il boom dell’e-commerce alimentare: made in Italy e non solo

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E-commerce alimentare in Italia: una realtà concreta, destinata a crescere

L’Italia è ancora oggi la meta più desiderata al mondo, soprattutto per la varietà e bontà delle differenti proposte culinarie. Gli apprezzamenti che riceve dall’estero sono rivolti soprattutto a tre tipologie di alimenti: vini, prodotti tipici e gastronomia. Proprio per questo motivo l’e-commerce del settore alimentare costituisce una concreta opportunità.

Anche l’Italia si accoda a questa tendenza del mercato globale, ottenendo risultati notevoli per l’incremento di acquisti online (+13.6 % nel 2018, dati Istat), soprattutto di elettrodomestici, abbigliamento e libri.

Tra i tanti settori cresciuti enormemente grazie al digitale, l’e-commerce alimentare sembra uno di quelli destinati ad ampliare ancora la propria portata. Soltanto nel 2017 gli acquisti di cibo effettuati online ammontavano a 849 milioni di euro, corrispondenti al 4% del bacino di spesa del commercio online italiano.

Tra i paesi leader negli acquisti online, troviamo in pole position gli Stati Uniti, nazione nella quale lo smart shopping sembra davvero destinato a prevalere sul supermercato fisico (il 70% degli americani acquisterà soprattutto tramite web nel 2022). Attualmente in Italia i ritmi sembrano molto meno sostenuti, anche se questa tendenza di acquisto si sta diffondendo con vigore negli ultimi anni, grazie soprattutto ai servizi dei più importanti marketplace.

Diversamente da quanto accade oltreoceano, in Italia esiste da parte del consumatore un’attenzione particolare ai prodotti e alle tipicità locali, che spingono le persone ad acquistare su siti specializzati anziché in quelli legati alle grandi catene.
Questo perché le abitudini alimentari degli italiani incidono profondamente nella scelta della qualità degli ingredienti e dei sapori da condividere in famiglia: per non rinunciare al piacere della tavola, è fondamentale conoscere bene ciò che si mangia, soprattutto se si hanno allergie o intolleranze.

Uno dei punti di forza delle piattaforme e-commerce alimentari, infatti, è proprio quella di fornire in maniera visibile e facilmente comprensibile le informazioni nutrizionali dei prodotti che vengono venduti online. Questo è un servizio fondamentale che aiuta i consumatori a raggiungere un livello sempre più alto di benessere, dicendo addio alle etichette scritte a caratteri microscopici e con informazioni difficili da interpretare.

Oltre a questo, bisogna poi tenere conto anche di altri fattori determinati al momento dell’acquisto come il risparmio di tempo e la velocità di consegna. Beneficiare della comodità di fare ogni genere di acquisto senza doversi spostare a qualsiasi ora, risparmiando (spesso) sulle spese di trasporto.

L’altro volto dell’alimentare online

In realtà, il trend legato al commercio elettronico alimentare non coinvolge solamente le aziende alimentari: le ricerche effettuate affermano che la maggioranza dei cittadini europei, di qualsiasi età, preferisce l’e-commerce ad altre tipologie di acquisto perché questo canale consente loro di risparmiare un’enorme quantità di tempo. È così che le attività coinvolte spaziano molto oltre.

Ne sono consapevoli le aziende che raccolgono e utilizzano moltissimi dati per ideare nuovi modelli di business e dotarsi di strategie comunicative e promozionali efficaci, così da mantenere awareness ed hype sempre alti. In un contesto in continuo cambiamento, le start-up sembrano saper interpretare il modo di fare impresa, vista la loro capacità di accogliere e soddisfare le richieste di precise nicchie di mercato, si pensi al vegano, al gluten free, agli alimenti per bambini e animali, ad alimenti per patologie come diabete e Chron.

Non da ultimo, tutto il sistema della conservazione, dell’imballaggio e del trasporto specifico per alimenti è incrementato, come riportano i dati di successo di e-commerce paralleli all’alimentare, specifici per i suoi bisogni, come www.esconti.it, al quale le aziende alimentari si rivolgono all’ingrosso per gli imballaggi.

È evidente che in futuro il ruolo del digitale sarà sempre più centrale nel mercato, ma non per questo è corretto sostenere che vi sarà una totale sostituzione del negozio fisico con quello virtuale. Prevedere una graduale scomparsa della tradizionale modalità di vendita, appare oggi come un’ipotesi del tutto irrealistica, soprattutto perché lo scambio economico si basa in prima istanza sul beneficio ma anche sull’interazione umana.
Certo, però, è che l’omnicanalità delle vendite aiuta le aziende a posizionarsi correttamente sul mercato, attivando una forma equilibrata di integrazione e compensazione tra le due tipologie.

Ricetta patate al forno, un piatto semplice e gustoso

In ambito culinario, esiste un piatto che riesce ad appagare il palato e il gusto di ogni forchetta, senza far distinzione di età, sesso ed ambito geografico: le patate al forno. Una variante di un ortaggio, la patata, che viene gustato sin da bambini ed è ricco di valori nutrizionali importanti ed indispensabili. Le patate, infatti, sono ricche di vitamine del gruppo B (in tante variabili di questa famiglia) e C, potassio, rame, ferro e magnesio. E grazie al contenuto proteico non elevato, sono particolarmente indicate nelle diete dimagranti, grazie anche ad un fattore assai importante: favoriscono il senso di sazietà.

Preparazione patate al forno

Preparare delle patate al forno gustose e sfiziose, può sembrare un esercizio semplice. Ma gli amanti della cucina, sanno che così non è. Se, all’apparenza, paiono semplici da realizzare, renderle buone e croccanti richiede l’utilizzo di alcuni indispensabili trucchi, che possono tornare particolarmente utili quando, come delizioso contorno, vengono preparate per amici o parenti. Nessun cuoco che si rispetti, d’altro canto, vuol sfigurare dinnanzi ai propri ospiti in una cena conviviale e amichevole, che può diventare ancora più emozionante e divertente sfidando la fortuna nei portali di giochi, legalmente riconosciuti, presenti sul sito casinosicurionline.net e contraddistinti dal marchio AAMS.

Il primo passo per preparare delle inimitabili patate al forno, è metterle in ammollo nell’acqua fredda – dopo averle lavate, sbucciate e affettate – per una decina di minuti circa: il rilascio dell’amido nell’acqua, infatti, ha il potere di renderle più gustose. Per renderle croccanti, inoltre, è fondamentale lessarle prima di essere infornate: dopo averle sbucciate e tagliate a spicchi, è sufficiente scottarle in una pentola d’acqua bollente per cinque o sei minuti. Un altro ingrediente che, spesso, rende ancora più sfiziose le patate al forno, è il pangrattato: cospargerlo sulle stesse prima di infornarle, magari aggiungendo qualche ago di rosmarino, aiuta a formare una crosticina croccante ed appagante per il palato.

Trucchi per patate al forno gustose

Ottenere delle patate al forno dorate, può avvenire grazie anche all’utilizzo dell’olio extravergine: spennellarlo prima dalla cottura, aggiungendo un pizzico di sale e pepe (ed anche paprica per gli amanti del “piccante”), le rende incredibilmente croccanti. Una volta infornate, però, è assai importante verificare, costantemente, come procede la cottura. Qualora la doratura sia restia al formarsi, si dovrebbe alzare la temperatura di cottura dai canoni 180° a 220°.

Un’operazione, quest’ultima, da eseguire, eventualmente, verso il termine: mai procedere ad aumentare la temperatura ad inizio cottura. Durante la cottura, inoltre, è importante, di tanto in tanto, mescolare le patate per renderle più uniformi e gustose. Per dare loro ulteriore brillantezza e croccantezza, è particolarmente indicato l’utilizzo del grill: grazie ad esso, la doratura e consistenza delle patate sarà inimitabile. Con tante grazie da parte del vostro palato.

Il segreto principale, però, resta quello che a molti può sembrare scontato e banale, ma che in tanti tendono a sottovalutare: tagliare bene le patate. Questo consiglio, infatti, è il più utile per procedere, poi, a quanto sopra descritto: non compiere adeguatamente questa operazione, rischia di rendere vano qualsiasi tentativo di creare delle patate al forno croccanti e dorate. Esse, infatti, diventano tali se vengono tagliate, principalmente, a fettine sottili o a fiammifero. Non tutti, però, prediligono affettarle in questa maniera. Alcuni cuochi fai da te, infatti, adorano tagliarle a cubetti, in modo da creare una ricetta che, oltre al gusto, sia in grado di appagare l’occhio. Attenzione, in questo caso, a non formare pezzi di grosse dimensioni: oltre all’aspetto esteriore, le patate devono risultare ben cotte interiormente. E tagliarle a cubetti, rende particolarmente complessa la cottura interna. Preparare delle patate al forno e renderle gustose ed appetitose, non è un’impresa semplice. Nonostante le apparenze…

Classifica Serie A, domenica 1 settembre 2019

Si è conclusa la seconda giornata di Serie A, Inter, Juve e Torino coprono i primi posti in classifica con sei punti seguiti da Lazio, Genova, Bologna e Verona con quattro punto. A scalare troviamo Sassuolo, Parma, Napoli, Atalanta, Brescia, Milan, Udinese a tre punti, Roma a 2 punti.

Le partite sono iniziate venerdì 30 agosto, giorno importante e decisivo per alcune squadre selezionate nei ballottaggi della Champions League e dell’Europa League. Venerdì e Sabato hanno giocato: Bologna contro Spal vincendo 1 a 0.

Sintesi di campionato: punteggi e partite

Sabato il Milan ha vinto con un punto sul Brescia, Juve si è confrontata con il Napoli e ha tirato fuori quattro reti contro tre. Domenica grande attenzione sul derby capitolino, concluso 1 a 1, Roma e Lazio sono entrate nelle 17 selezionate dell’Europa Leage, si confronteranno nei gironi gruppo E e Roma con Celtic, Rennes e Cfr Cluj, Borussia Moncheng, Instabus Basak, Wolfsberg, le fasi a gironi inizieranno il 19 settembre per concludersi nella sesta giornata il 28 dicembre e con il sorteggio dei sedicesimi di finale il 16 dicembre. Seguono al derby capitolino Atalanta- Torino conclusa due a tre, Cagliari Inter uno a due, Genoa e Fiorentina due a uno, Lecce Verona zero a uno, Sassuolo Sampdoria quattro a uno, Udinese Parma uno a tre. Per rimanere aggiornati seguite la serie A su questo sito.

Lazio dopo il derby: la delusione di Inzaghi

Grande prestazione per la Lazio ma entrambe le squadre capitoline sono sotto le aspettative dei propri allenatori e dei tifosi che si sono scatenati in una gara di social prima e dopo la partita. Quello del 1 settembre 2019 verrà ricordato come il Derby dei pali e delle traverse, con un bel fuori area di Lucas Leiva e Zaniolo, la Roma è andata in pareggio al diciassettesimo su rigore, al 18° ripresa in pareggio di Kuis Alberto. Per la Lazio, su Sky Sport Inzaghi esprime il rammarico, afferma “certe partita vanno vinte” ed elenca le delusioni del derbu con ventuno tiri a sette, quattro pali, il gol annullato a Lazzari. “Dobbiamo andare avanti” afferma il tecnico biancoceleste, “abbiamo giocato un ottimo calcio e tenuto bene il campo. Se fosse entrato il tiro di Leiva, finito sul palo, pa lartita probabilmente sarebbe cambiata”. Leiva è stato sfortunato ma, conlude Inzaghi, si doveva “avere un pizzico di cattiveria in più ed essere più precisi”.

Roma Dopo il Derby: l’attesa di Kalinic e Mkhitaryan

La Roma non ha lasciato dichiarazioni importanti, tutte le aspettative girano sull’arrivo di due giocatori: Kalinic e Mkhitaryan. Nikola Kalinic Arriva dall’Atletico MAdrid, ieri alle 23.45 dall’aereoporto di Fiumicino, questa mattina verrà visitato a Villa Stuart mentre di pomeriggio firmerà l’accordo con la Roma a Trigoria. L’atleta spagnolo è stato ceduto dall’Atletico con un prestito con diritto di riscatto fissato a nove milioni di euro mentre il giocatore ha un contratto di 2,4 milioni di euro netti che sarà firmato subito dopo le visite mediche.
Henrikh Mkhiraryan invece arriva dall’Arsenal, anche lui con prestito con diritto di riscatto.

Dalla sala da pranzo al salotto, dal passato ad oggi

La tavola ben apparecchiata, rotonda o rettangolare; la tovaglia con sopra il servizio delle nonne, una vetrina accanto che mostra oggetti artigianali del passato, l’angolo del relax con divani e tavolini per gustare insieme agli ospiti caffè, dolci e amari dopo il dessert. Ci sono molti modi e stili per allestire una sala da pranzo, area del salone in genere separata dal soggiorno che dovrebbe essere dedicata al solo relax, chiacchiere e televisione insieme agli amici. Nelle case del passato, fino a metà degli anni Settanta, su lunghi corridoi si posizionavano una stanza di ingresso, una sala da pranzo e un soggiorno, cucina separata. Gli stili americani ed europei hanno influenzato architetti e designer italiani, nelle grandi città estere si è ripensato lo spazio per esigenze logistiche ed economiche, accogliere studenti stranieri, viaggiatori e famiglia in piccole case che comprendevano tutti i servizi principali in poche stanze.

La nascita degli open space ispirati alle casette americane e francesi

Le casette americane e francesi, con una stanza con angolo cottura, divano, tavolo per mangiare anche con gli ospiti sono diventate realtà anche in Italia e la forma tipica dell’appartamento e delle case moderne è lo spazio aperto (open space): dalla porta di ingresso, si viene subito accolti da un grande salone che comprende cucina, area pranzo e area relax. Nei centri storici la forma delle vecchie case continua e ancora la presenza di sala da pranzo e soggiorno viene mantenuta. Qualsiasi sia la forma della nostra casa alcune regole per allestire la sala da pranzo o il soggiorno perfetto sono fisse e fanno attenzione alla luce, ai colori con i loro abbinamenti, alla scelta di accessori ed infine agli stili classici, moderni o internazionali. Ecco qualche esempio e mi raccomando, se decidete di ristrutturare la vostra casa o cambiare il vostro soggiorno, affidatevi sempre ad aziende di lunga esperienza e affidabilità, ad esempio per piccoli traslochi, deposito mobili o smaltimento potete scegliere uno dei tanti servizi di www.traslochiromaeasy.it

Legno scuro e pareti chiare

Molto spesso le case si arredano usando mobili appartenuti ai nostri cari, capita di riuscire a riciclare nelle case mobili, vetrine, oggetti di artigianato, utensili della cucina importanti come pentoloni o grossi mestoli di paglia e rame. Insomma, ereditiamo forme, colori e qualche volta anche odori di legno dal passato che sarebbe bello risaltare scegliendo bene i colori delle pareti, delle tende o di altri accessori importanti. Una buona combinazione di tonalità è il legno scuro magari di mobili con spessori molto ampi e rimarcati con pareti chiare, non è detto il bianco, andrebbero bene tonalità come tonalità vicine al giallo chiaro, al rosa perlato, al beige e all’azzurro non troppo acceso. In alcuni casi, si può usare anche il grigio abbinandolo bene con i divani, le tende e altri accessori. Un tavolo rotondo o rettangolare in legno scuro e molto spesso ricordatevi di posizionarlo dove c’è tanta luce in quanto il colore scuro in zone troppo scure o non raggiunte da una buona luminosità tende ad inscurire troppo l’ambiente. Cercate sempre una zona intermedia del salone o della sala da pranzo rispetto alla finestra, ricordate che una vetrina vicino o un piccolo angolo con soprammobili, foto ricordo, oggetti della casa allieta la vista di chi pranza e degli ospiti.

Total White senza annoiare l’occhio

Total White, total blue, total pink, insomma, ci sono salotti con tendenza ad un unico colore che riescono a non essere noiosi ed il motivo è molto semplice: si spezza l’unica tonalità con accessori di altri colori, ad esempio i libri della libreria, il televisore, i cuscini del divano o delle sedie, la tovaglia del tavolo, la vetrina, eccetera. C’è stata la tendenza per molto tempo di esagerare con l’uso dei colori unici, soprattutto bianchi, tonalità chiare e, qualcuno, anche grigio e beige con questa informazione risaputa dal design: il bianco rilassa gli occhi e da un senso di spazio, i colori chiari e tenui danno un senso di relax, il blue o il verde danno senso di profondità e benessere, e così via. Tutte informazioni vere, connesse a tanti studi ed esperimenti sociali che però si devono incrociare con i gusti delle persone che vivono la casa e che tenderanno sempre a scegliere il colore che secondo il loro gusto e sensibilità sta bene a quel salotto. Si può essere anche amanti del bianco e scegliere di fare il salotto tutto bianco o tutto grigio o tutto blue e di altro colore, purtroppo la noia alla fine prevale e si tampona con la scelta di accessori, tovaglie, copri divano e altro con la funzione non solo di riempire la casa ma anche come “spezza colore”.

Attrezzatura per food photography: starter pack per food blogger di successo

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Di cosa si occupa il food photographer

La food photography indica quella particolare categoria della fotografia che si cura di immortalare il cibo, cotto o crudo che sia. Che si tratti delle foto per un food blog o un sito di cucina, della collezione orgogliosa dei propri migliori manicaretti o di foto professionali destinate alla vendita, avere gli attrezzi giusti è ciò che può fare la differenza fra uno scatto da acquolina in bocca e uno freddo e mediocre.

Anche l’occhio vuole la sua parte e, per chi si occupa di food blogging, saper catturare e rendere al meglio la golosità di un cibo, inserendovi anche un contesto che lo valorizzi, significa creare un impatto di successo immediato. Questo genere di fotografia, come tanti altri, non si limita però a scatti poco ragionati di semplici piatti e ingredienti, ma punta a suscitare nello spettatore una vera e propria emozione, a raccontare tutto ciò che i sensi, oltre alla vista, possono solo immaginare guardando un determinato scatto.

Ecco dunque che si rende necessaria una certa organizzazione, pulizia e qualità e, per quanto un buon cibo sembri immediatamente invitante, l’improvvisazione nel fotografarlo frettolosamente non porta buoni risultati.

La fotocamera e l’obiettivo giusti

Tutto ruota in gran parte intorno alla fotocamera o al supporto utilizzato per gli scatti ed al saperli usare correttamente, oltre che ovviamente alla bellezza del soggetto di per sé. In questo tipo di fotografia, gli scatti vengono effettuati prevalentemente da vicino, in alta definizione se non direttamente nella cosiddetta modalità macro per succulenti zoom di parti particolarmente gustose.

È consigliabile dunque munirsi di cavalletto e una fotocamera con obiettivo dai 50 mm o superiore. Le reflex o le mirrorless possono rappresentare una fra le scelte migliori in termini di qualità a livelli professionali. Ci si può arrangiare in maniera soddisfacente anche con le compatte, a patto di avere a disposizione i controlli manuali per gestire l’apertura dell’obiettivo a valori inferiori da f3.5.

Fotografare con lo smartphone

Un altro strumento sempre più popolare nel mondo della fotografia sta diventando ormai lo smartphone. Sebbene non offra ovviamente tutte le possibilità di una fotocamera professionale specifica con tutti i suoi obiettivi, un telefono di qualità elevata possiede fotocamere integrate che non hanno niente da invidiare alle più costose fotocamere compatte. Questo, sia in termini di bellezza della foto che di risoluzione.
Alcuni vantano fotocamere doppie di grandi marche come Nikon, e consentono scatti di ottima qualità più che sufficienti per gestire la food photography.

Lo smartphone inoltre è leggero e può disporre di accessori e supporti aggiuntivi come cavalletti, flash e piccole clip dotate di lenti macro speciali. Insomma, lo smartphone potrebbe diventare un eccellente alleato per chi è alle prime armi col food blogging e desidera coniugare l’acquisto di un ottimo telefono allo strumento con cui andrà ad eseguire le proprie fotografie. Inoltre lo è per chi ancora non monetizza da questa professione e vuole risparmiare, magari acquistandone uno usato ma reso al nuovo su https://www.secondlifephone.it/.

L’importanza delle luci nella fotografia

Gestire l’illuminazione nel campo della fotografia del cibo è fondamentale; la luce, infatti, può giocare un ruolo insostituibile su numerosissimi aspetti: dall’accendere i dettagli fino all’offrire la sensazione di lucido, fresco e colorato che fa apparire il cibo più vivo e gustoso.
Non sempre ci si può permettere di fotografare in condizioni di luce naturale, sia per una banale questione di tempi che di eventuale disponibilità di una fonte di luce stabile (come ad esempio in giornate piovose o coperte).

Nello starter pack del food blogger di successo non dovrebbero mai mancare dunque delle luci artificiali specifiche, dotate anche dei relativi accessori per la gestione della luminosità: i cosiddetti ombrelli, pannelli diffusori e softbox, come anche un semplice riflettore. Questi attrezzi si rivelano importanti nell’evitare esposizioni troppo dirette e intense che vanificherebbero l’effetto naturale del cibo. Può essere utile allo scopo anche un flash.

L’ambiente di sfondo e i supporti

Il fondale non dovrebbe mai essere lasciato al caso, in quanto fa parte a pieno della composizione e può valorizzare o rovinare completamente la foto. Non sempre infatti è sufficiente munirsi di fondali di stoffa o cartoncino neutri, ma risultano molto gradevoli gli sfondi strutturati per raccontare una storia, abbinare uno stile e un colore al piatto.
Negli ultimi anni, ad esempio, va molto di moda lo stile shabby chic, con supporti di legno e oggetti vintage appositamente rovinati e invecchiati.

Un bel piatto di biscotti rustici posti su un tagliere di legno possono avere più carattere di un fondale generico del tutto anonimo e piatto, migliore magari per la fotografia di tipo commerciale focalizzata unicamente sull’alimento.

Esistono inoltre degli specifici supporti per la food photography come le cosiddette lightbox, scatole di materiale plastico di differenti dimensioni dotate di fondali intercambiabili neutri e luci LED integrate, che consentono di riporre il soggetto al loro interno e gestire così facilmente l’inquadratura, lo sfondo e l’illuminazione per eccellenti dettagli.

Gli accessori di contorno nella composizione della fotografia

Una fra le parti più divertenti è forse quella che riguarda gli accessori di contorno. Nella creazione della composizione finale che valorizza il piatto o l’alimento, gli accessori di contorno possono essere praticamente di ogni tipo. Da piattini, posate, tazzine, cesti, taglieri, fino a frutta e fiori secchi, piccoli ninnoli e nastrini. Tutto ciò serve a creare la cornice della foto, a suggerire impieghi, sensazioni, emozioni e stili di vario tipo capaci di cambiare drasticamente l’effetto finale. Un cibo inserito in un contesto risulta generalmente più caldo, vivo, genuino.

Avere una piccola scorta di tutti questi accessori, in gergo chiamati props, si può rivelare dunque un grandissimo aiuto per un food blog di successo. In questi casi, però, è sempre consigliabile ricordare che gli oggetti di contorno devono rimanere tali, sfumati e ben posizionati perché non rubino la scena al soggetto protagonista: il cibo.

Ricetta per fare la birra in casa senza errori

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L’idea di realizzare un ottimo boccale di birra in casa, frizzante, fredda e corposa, non è più un sogno ma pura realtà, bastano davvero pochi accessori e qualche buon ingrediente, tanta passione, un po’ di intraprendenza e vi ritroverete dei perfetti homebrewing, cioè produttori di birra a casa.

Sono diversi i procedimenti per preparare la birra a casa, e qui ne considereremo tre:

  1. Procedimento con l’utilizzo di estratto e grani (E+G): viene prodotta utilizzando un kit iniziale e l’all grain.
  2. Procedimento con estratto di malto concentrato. È la più consigliata per chi si approccia a questo mondo per la prima volta, perché prevede l’uso di un barattolo di estratto di malto concentrato.
  3. Procedimento senza kit, usando cioè gli ingredienti base della birra come il malto, l’acqua e il luppolo senza ricorrere ad alcun kit iniziale. Questo è il procedimento più difficile che è meglio lasciare ai più esperti di homebrewing.

La scelta del procedimento dipende innanzitutto da quello che avete in mente, dallo spazio a disposizione e dal budget iniziale che siete disposti ad investire. Se siete alle prime armi e il vostro è solo un primo tentativo, vi daremo qualche indicazione più precisa su quello che vi aspetta.

Quanto spazio serve per fare la birra in casa?

Questa è la prima domanda che ci si pone di solito, per verificare se abbiamo a disposizione l’elemento base per qualsiasi esperimento.

Per il procedimento che utilizza gli estratti + i grani (E+G) o con quello che si avvale dell’estratto di malto concentrato, lo spazio è davvero il problema minore, potete utilizzare infatti anche una normale cucina e tutti gli arnesi si ripongono facilmente in un ripostiglio.

Se state pensando già in grande con il metodo all grain, dovrete fare spazio nel garage o in cantina, perché è necessaria un’area più ampia per il procedimento e per sistemare tutta l’attrezzatura per fare della buona birra in casa, che avrete acquistato dagli esperti del settore: AgristoreCosenza.it. Avrete bisogno, tra l’altro, di un fermentatore da riporre in un luogo fresco dove non penetrino i raggi del sole, perché in questa fase la birra ha bisogno di temperature fresche e costanti.

La temperatura è una componente importante per fare la birra e varia tra i 12 e 24 gradi. Attenzione che non vi siano sbalzi perché ciò che conta è una condizione termica costante. Se il luogo è molto freddo, ci si può aiutare con un plaid pesante o una copertura in lana che tenga la birra al caldo, senza traumi di freddo, dannosi per la fermentazione.
Per una produzione ottimale, è opportuno dedicarsi a questa attività nei mesi in cui il clima è più temperato, da settembre a maggio, per evitare il freddo eccessivo e il caldo torrido, ma se avete una cantina dove la temperatura è costante durante tutto l’anno, via libera all’homebrewing in tutte e quattro le stagioni!

Fare la birra in casa è davvero una bella esperienza, diventa un po’ come una vendemmia, emozionante e aggregante, soprattutto dopo le prime volte, quando vi sentite sicuri delle diverse fasi da effettuare e tutto sembrerà più semplice. Divenuti padroni del territorio, potrete sbizzarrirvi con preparazioni più complesse, utilizzando la tecnica all grain per elaborare ricette personalizzate e dare un tocco particolare alla vostra birra.

Per quanto riguarda il costo, questo varia in base alla tecnica che scegliete. Se utilizzate il kit iniziale compreso dell’estratto, vi sarà un costo iniziale di 100 €; il costo del metodo E+G si aggira intorno ai 150 € e, infine, quello più avanzato con l’all grain prevede un budget di 200 €, perché più complesso.

Tutto sommato non è un prezzo alto, considerando che ciò che andrete a realizzare può essere un’idea regalo da prendere in considerazione se siete davvero intenzionati a mettere mano al progetto e inoltre è tutto facilmente reperibile online e a basso costo.

Gli ingredienti per la birra prodotta in casa

Gli ingredienti per fare della buona birra in casa sono pochi e facilmente reperibili, e sono:

  • Cereali maltati: anche se la birra può essere prodotta con i più svariati cereali come il frumento, il riso, l’avena e l’orzo, nella gran parte dei casi viene usato esclusivamente il malto d’orzo. Il malto è un cereale germinato che viene successivamente messo ad essiccare; anche se il cereale maltato può essere miscelato ad una quantità di orzo puro, una percentuale di cereale maltato deve comunque essere sempre inserita per la buona riuscita della bevanda.
  • Luppolo: di origine naturale, il luppolo è il fiore di una particolare pianta che dona speciali tonalità di amaro e fruttato alla birra che state preparando.
  • Acqua: come sempre l’acqua gioca un ruolo importante, dal momento che il malto, una volta macinato, va messo nell’acqua, in infusione, fino ad ottenere una sostanza liquida dolce che dovrà essere prima filtrata e poi bollita con il luppolo. Dopo questo procedimento, si tiene a fermentare per un periodo che varia dai 7 ai 20 giorni.

Ora che tutte le informazioni generali sono state date, è il momento di iniziare con il procedimento. Vediamo nello specifico come preparare una gustosa birra da godere in compagnia degli amici più cari.

Produzione con kit per la birra

Partiamo dalla tecnica più semplice, quella con il kit, che può essere eseguita anche in cucina. È la tecnica base perché la birra si produce lasciando diluire in acqua l’estratto di malto d’orzo che abbiamo acquistato, che non è altro che uno sciroppo concentrato che si acquista in barattoli di latta. Utilizzare l’estratto è forse la scelta più consigliata per chi vuole fare una prima esperienza, perché non ci sono rischi di fallimento, il risultato è garantito e bastano pochi e semplici passaggi.
I prodotti si acquistano facilmente online a prezzi competitivi.

Estratto di malto + Grani

Il procedimento comporta la realizzazione di un mosto grazie all’estratto di malto, al quale si aggiungono dei cereali maltati che contribuiscono al risultato finale. Tali cereali maltati conferiscono retrogusti diversi alla birra, come un sapore più o meno deciso, un colore più scuro, un retrogusto biscottato e così via.

L’estratto base di malto che bisogna acquistare deve essere non luppolato, quindi un estratto al quale aggiungere i malti speciali e, se siete davvero motivati, potrete anche procedere alla luppolatura, scegliendo il tipo e la percentuale di luppolo da inserire, per conferire un sapore particolare. Anche questo procedimento non è affatto complicato, ma è necessario, rispetto alla tecnica precedente, qualche attrezzo in più come il mulino per macinare i malti speciali e un attrezzo per mettere in infusione i luppoli, una sorta di filtro in metallo o lino; ma se non volete fare acquisti ulteriori, potrete rivolgervi a commercianti online che, oltre alla vendita, svolgono il servizio macinatura malto.

Tecnica all grain

Abbiamo tenuto questa tecnica per ultima perché è la più complessa, richiedendo ampi spazi, maggior tempo e un budget iniziale più alto. La cosa bella di questa tecnica è che si vedono le 4 materie prime di base con cui viene prodotta la birra ovvero il malto, il luppolo, l’acqua e il lievito, nulla di già pronto ma tutto da realizzare al momento.

Il procedimento inizia con la macinatura del malto e seguente cottura in infusione, seguendo precisi passaggi e gradi di temperatura. Dopo aver ottenuto l’amato mosto, si procede alla bollitura insieme al luppolo e si attende che tutto raggiunga la temperatura ambiente, cioè che diventi freddo e quindi pronto per la fermentazione.

In realtà, con l’aiuto del kit, vengono superate delle fasi come il mashing, cioè il procedimento con cui si mette in infusione il malto, perché tale kit offre un prodotto già pronto. Questo comporta un risparmio di tempo e di costi, perché la fermentazione richiede attrezzature aggiuntive che è meglio acquistare quando si è già sicuri dei vari passaggi.

Come ogni cosa nuova, anche fare la birra a casa comporta un certo timore e un rischio circa la buona riuscita del risultato, ma la passione per questa bevanda e per l’homebrewing vi farà superare ogni dubbio e paura. Con un budget iniziale esiguo e poco spazio a disposizione, riuscirete a produrre dell’ottima birra, alla maniera dei vecchi frati del passato che in convento, con semplici e rudimentali attrezzature, producevano birra famosa in tutto il mondo arrivata fino ai giorni nostri.